METAFISICA del QUOTIDIANO Personaggio eclettico, artista multiforme, artigiano del caos, testardo architetto del proprio e dell'altrui immaginario. Vittorio Turco
Dovendo descrivere il lavoro, ormai ultracinquantennale, di Tano Giuffrida nelle tante strade, e soprattutto vicoli, dell'arte figurativa, queste sono le definizioni sintetiche che preferisco.
Nessuna intenzione da critica in regola, semmai sentimento spontaneo, frequentazione assidua, anche in contesti non propriamente artistico-culturali, e strani destini paralleli di vita quotidiana.
La serie qui presentata, che comunque rappresenta una delle tante e diverse ossessioni visive di Tano Giuffrida, attiene all'intimo sentire percettivo e all'espressività della persona, dell'autore.
Di queste opere, per chi le osserva, non solo si vede una forma, una soluzione estetica, bensì se ne percepiscono chiaramente densità, consistenza, fruscii e vibrazioni, financo gli angoli “di polvere e di odori”. Come un album d'immagini della propria vita, che però non fissa in uno o tanti scatti fotografici momenti singoli e irripetibili, ma riesce a rendere evidente un proprio percorso esistenziale che non necessariamente porta in una direzione definita, o segue un ben preciso vettore temporale, quanto piuttosto riesce a rendere visibili tutte le potenziali direzioni e annullare l'ineluttabile scorrere del tempo. In tal senso possiamo definirla una ciclica, infinita ricerca di sé stessi.
Tano Giuffrida invita il nostro sguardo a spaziare oltre la materialità degli oggetti, per carpirne un possibile senso che vada oltre il significato della loro utilità immediata e transeunte.
La metafisica del nostro quotidiano come territorio utile e dilettevole della nostra vita.
La bellezza ci circonda, ovunque...basta avere gli occhi e la mente per goderne.
























